Taormina & Dintorni

Savoca

Uno dei più famosi film sulla mafia della storia del cinema, “Il Padrino” è stato girato proprio nel grazioso paesino di Savoca, a soli 20 minuti a nord di Taormina. Ancora oggi è possibile ripercorrere luoghi e spazi che furono teatro a cielo aperto di questa celeberrima pellicola, come il Bar Vitelli, uno dei punti di ristori preferiti dal regista Francis Ford Coppola e chiese, come quella di S. Lucia, nella quale furono girate le scene del matrimonio di Apollonia e Michael Corleone. Suggestive riprese, ricordiamo, furono girate anche presso la chiesa di San Nicola, davvero bellissima e imponente su di una rupe che domina l’intera valle, la cui struttura, interamente merlata, la rende parecchio simile ad un castello.

Bar-Vitelli-Savoca

Anche recentemente, nel 2007, Savoca ha prestato la sua immagine al cinema. Selezionata come set di una fiction televisiva prodotta dalla RAI, “La vita rubata” e ancora presso il Bar Vitelli, è stato girato uno spot pubblicitario della di u noto marchio di Birra, con la regia di Rocco Papaleo e la partecipazione di Orso Maria Guerrini. Ma la visita a Savoca non si limita solo ad essere un tour nostalgico di set cinematografici. Conoscere questo paese, passeggiare lungo le strette viuzze di ciottoli, diventa occasione di un interessante viaggio attraverso la cultura e le tradizioni popolari che consentono di scoprire l’autenticità di una tipica comunità.

Da non perdere è infatti la visita alle catacombe del Convento dei Capuccini, dove ancora oggi sono conservate le mummie dei nobili e del clero locale. Il Convento dei Frati Minori Cappuccini di Savoca, risalente al XVII secolo, custodisce infatti all’interno della Cripta sottostante l’annessa Chiesa, i corpi mummificati di alti prelati e notabili dell’antica Savoca e dei suoi casali.

Un’altra curiosa tradizione è quella che si svolge in occasione della rappresentazione del Martirio di Santa Lucia, durante il quale il ruolo principale è rivestito da “u Diavulazzu”, personaggio che indossa un’antica e spaventosa maschera di legno. Secondo la leggenda, proprio questa maschera venne intagliata da un pastore savocese verso il XVI secolo. Il diavolo in persona apparve al pastore dicendo: “veru eti ca iò sugnu lariu, ma tu troppu lariu mi facisti!” (Trad: è vero che io sono brutto, ma tu fin troppo brutto mi hai riprodotto!). Il povero pastore, per la paura, morì.

Forza d’Agrò

Forza d'Agrò

Anche il centro di Forza d’Agrò non ha niente da invidiare a Taormina. Anch’esso incastonato tra la roccia offre al visitatore scorci paesaggistici e vedute mozzafiato. La sua conformazione sembra trovare spiegazione da una antica leggenda. Si racconta che un terribile smottamento della montagna sovrastante la località abbia seppellito il villaggio, costringendo i suoi abitanti a spostarsi verso una zona più sicura denominata Magghia, appena sotto mura del castello ed è in questo luogo che il popolo inizia ad avere spazi più agevoli. Oltre a Magghia, sorse attorno al castello il caratteristico e pittoresco borgo del Quartarello. Proprio per la presenza di questa fortezza che queste terre assunsero il nome di Forza d’Agrò, e la cittadina rannicchiata intorno ad essa iniziò a prendere forma.

Forza-d'Agrò-Costa-Ionica

Anche Forza d’Agrò, come Savoca, ha prestato l proprio palcoscenico immortalatio nel celebre film “il Padrino“. Famosissime le scene in cui Michael Corleone e Apollonia ricevono la benedizione, sul sagrato della chiesa Madre, dolpo la celebrazione del matrimonio. Il corteo nuziale muove, poi, lungo la panoramicissima via cittadina, affacciata sulla costa ionica. Di recente la pellicola ha festeggiato i 45 anni di vita, in occasione del Tribeca Film festival, la rassegna newyorchese diretta da Robert De Niro. Cast  quasi al completo, eccetto Francis Ford Coppola, scomparso recentemente. Nel film, per la prima volta, viene utilizzatao un liguaggio, che diventerà un vero e proprio mood nei film di mafia,  grazie alle guance gonfiate con dei fazzolettini, inseriti all’interno delle stesse.

Dimensione e forma che hanno ispirato autori come Stefano Bottari che descriveva così il centro cittadino: “La conformazione topografica dell’antico abitato rannicchiato intorno alla cintura austera del castello come a cercare protezione tra scoscesi profondi burroni tra la marina e il monte a mò di gemma”. E ancora: “Si attraversano le viuzze tiepide ed assolate, e la grazia molle degli archi, le timide strutture architravate, le composizioni barocche e settecentesche, contenute sempre in linee sobrie ed eleganti, le caratteristiche porte delle antiche botteghe, sembrano ridestare, in quel silenzio così colorito, i palpiti e le vibrazioni assopiti della antica anima forzese.

Queste righe esprimono il senso, le emozioni che il paese di Forza D’Agrò trasmette ai suoi visitatori .Oltre ad un centro storico quasi intatto dove si possono ammirare le antiche costruzioni arroccate ai piedi del castello normanno del 1100 , Forza D’agrò si caratterizza dalla presenza di abitazioni tutte dotate di almeno una finestra con vista sul mare. Di notevole bellezza ed imponenza è il Castello Normanno, edificato sulla parte più strategica della valle, Magghia, finalizzato difendere il territorio dell’Agrò e la strada di collegamento che da Messina si distendeva lungo un percorso montano fino a raggiungere la parte occidentale dell’isola. I Palazzi, possenti ed antichi, squarciano la continuità delle piccole case che tramano il tessuto urbano.

Giardini Naxos

Giardini Naxos

Giardini Naxos, è un paesino situato sotto la città di Taormina, le cui origini antichissime, sono raccontate nel Parco Archeologico, una delle tanti siti interessanti da vedere, la cui estensione è di circa quaranta ettari fra Capo Taormina e Capo Schisò. All’interno di esso arcaici edifici sacri circondano semplici costruzioni a scopo abitativo e fornaci in cui si cuoceva l’argilla. Meritano interesse anche alcune chiese come quella di Santa Maria della Raccomandata sorta nel XVIII secolo, in cui sono custodite diverse opere d’arte; la Chiesa di san Pantaleone e la Chiesa di San Giovanni che si trova presso l’omonima spiaggia. Da non perdere, il Castello di Schisò, fortificazione militare sorta nel medioevo.

Curiosa è poi la statua greca in ferro la “Nike” di Carmelo Mendola nel quartiere Recanati, eretta per ricordare il gemellaggio tra Giardini Naxos e Calcide Eubea, mentre nelle vie del quartiere a sud sono ancora visibili i resti della via romana Consolare Valeria ed ancora le statue di Teocles e del Sileno, la porta di Naxos ed il Tempietto Olimpico. Da visitare anche il Parco Apollo Archegeta dove si possono ammirare le rovine di un antico santuario greco. Interessante è anche il Museo civico di Storia naturale dove sono esposte collezioni mineralogiche, paleontologiche e malacologiche ed il Parco fluviale dell’Alcantara.

Bellissimo è infine il suo lungomare, tra lidi attrezzati e liberi, un arenile bellissimo che si compone di spiagge sabbiose e ciottolose, tutte accomunate dalla bellezza del limpido fondale marino, ideale per chi ama le immersioni. Fra le più belle spiagge di Giardini, ricordiamo Recanati, Schisò, e San Giovanni, una piccola caletta, sormontata dall’omonima Chiesa e dal centro storico.

Matrimonio Vicino Taormina

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